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La nascita di Cristo e il Natale (Seconda parte) (PDF) Edizione PDF

La nascita di Cristo e il Natale (Seconda parte)



Concludendo l’articolo principale dell’ultima pubblicazione, ho promesso che in questa pubblicazione avremmo continuato ad esaminare altre cose che riguardano la nascita di Gesù Cristo. Nelle testimonianze che non abbiamo esaminato, Luca 2:21-38 parla della circoncisione di Cristo e della visita al Tempio, mentre Matteo 2 racconta la visita dei Magi e la fuga in Egitto. Ora, anche per questioni di spazio, ci concentreremo su Matteo 2, lasciando che il lettore studi da solo le testimonianze sulla circoncisione e sulla visita al Tempio.

1. Matteo 2: La visita degli “uomini saggi” e la fuga in Egitto.

Il fatto che non abbiamo trattato la visita degli “uomini saggi” insieme alla visita dei pastori la notte della nascita potrebbe far preoccupare alcuni lettori, poiché la tradizione narra che queste due visite furono simultanee. Dunque, nell’ultima pubblicazione abbiamo già letto la testimonianza di Luca sulla visita dei pastori e, come abbiamo visto, non c’è alcun riferimento alla presenza degli “uomini saggi” lì. Per capire se gli “uomini saggi” abbiano realmente fatto visita a Gesù quella notte, così come per capire altre cose riguardo alla loro visita, leggiamo Matteo 2, iniziando dal verso 1:

Matteo 2:1
“Ora, DOPO che Gesù era nato in Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, ecco dei magi dall’oriente arrivarono a Gerusalemme.”

Secondo questo passo, gli uomini saggi arrivarono a Gerusalemme solo DOPO la nascita di Gesù. Poiché arrivarono a Gerusalemme dopo la nascita di Gesù e poiché restarono lì il tempo necessario affinché si svolgessero gli eventi narrati nei versi 2-9 (arrivarono a Gerusalemme e iniziarono a cercare il bambino; Erode era turbato dalle parole degli “uomini saggi” e chiamò i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo per chiedere loro dove doveva nascere il Messia; Erode chiamò di nascosto gli “uomini saggi”, chiedendo loro da quanto tempo era apparsa la stella; Erode mandò gli “uomini saggi” a Betlemme), è chiaro che non potevano in nessun modo essere a Betlemme la notte della nascita insieme ai pastori, come narra la tradizione. Sebbene al momento non siamo in grado di dire quanto tempo dopo la nascita ci fu la visita degli “uomini saggi”, possiamo tuttavia affermare con certezza che quella visita non ci fu la notte della nascita. In seguito avremo la possibilità di dire qualcosa in più a riguardo.

Ora, per quanto concerne gli “uomini saggi” e la loro identità, la parola alternativa “Magi” sembra essere più appropriata, in quanto è una traslitterazione del plurale della parola greca “magos” che viene usata in Matteo 2:1.

Analizzando il significato di questa parola, essa viene usata in primo luogo per indicare un membro di una casta di sacerdoti e uomini saggi dei Medi, Persiani e Babilonesi, la cui cultura era basata principalmente sull’astronomia e sulla magia1.

La LXX usa questa parola con questo significato nel libro di Daniele (si veda Daniele 1:20, 2:2, 10, 27, 4:7, 5:7,11). Quindi, se per esempio Daniele 5:11 afferma che Daniele era diventato “capo dei magi [LXX: “magoi”: plurale di “magos”]” significa che è diventato capo di questa casta di uomini istruiti. Oltre che in questo significato, la parola “magos” è usata anche nell’accezione di mago (Atti 13:6, 8 e Atti 8:92). Per quanto riguarda il nostro caso, è evidente che i Magi che andarono a far visita a Gesù appartenevano alla prima categoria. Questo è dimostrato dai seguenti fatti:

i) Arrivarono “da oriente”, cioè dal posto dove viveva questa casta di uomini.

ii) Erano osservatori abituali del cielo, cioè a turno ricevevano istruzione e abilità astronomiche.

iii) Arrivarono cercando il Messia (vedere i commenti su Matteo 2:3-4). Un mago, come Elimas per esempio (Atti 13:6-11), che secondo le Scritture era “figlio del diavolo” (Atti 13:11) non lo avrebbe mai fatto.

iv) Erano aperti e obbedienti allo Spirito di Dio (si veda Matteo 2:12). Dio non avrebbe mai comunicato con loro se fossero stati maghi, cioè sostenitori di spiriti del male.

Avendo chiarito l’identità dei Magi possiamo proseguire.

Matteo 2:1-2
“Ora, dopo che Gesù era nato in Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, ecco dei magi dall’oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo»” [Greco: “proskyneo”: rendergli omaggio3”]

Arrivando a Gerusalemme i Magi iniziarono a cercare il re dei Giudei. Dissero che avevano visto la sua stella in oriente e che erano venuti per rendergli omaggio. Tuttavia, la notizia della nascita di questo re non aveva reso felice Erode. Matteo 2:3-4 dice:

Matteo 2:3-4
“All’udire ciò, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. E, radunati tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi, del popolo, s’informò [“si mise a domandare” (l’imperfetto è usato in greco)] da loro dove doveva nascere il Cristo.”

Il fatto che Erode iniziò a cercare il posto dove doveva nascere il Messia mostra che i Magi non stavano cercando un comune re dei Giudei. Al contrario, erano consapevoli del fatto che la stella che avevano visto aveva annunciato la nascita DEL re dei Giudei, cioè il Messia, il Cristo. Erano venuti da oriente per lui.

Matteo 2:5-6
“Ed essi [i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo] gli dissero: «In Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta4: “E tu, Betlemme terra di Giuda, non sei certo la minima fra i principi di Giuda, perché da te uscirà un capo, che pascerà il mio popolo Israele”»”

I capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo avevano ragione nel dire che Betlemme era il posto della nascita del Messia. Attraverso le informazioni delle Scritture, Erode sapeva perfettamente che il Messia era già nato a Betlemme, a sole poche miglia dal suo palazzo.

Tuttavia, il fatto che Erode avesse questa conoscenza mentale delle Scritture non significa che ne facesse buon uso. Infatti, vedremo che usò questa conoscenza nel suo tentativo di trovare e uccidere il Messia, perché il suo cuore perverso e debole pensò che quel bambino fosse una minaccia per il suo trono. Sebbene il caso di Erode appaia un po’ estremo nel suo esito, esso mostra chiaramente che non basta la conoscenza mentale delle Scritture per avere buoni risultati. Perché un buon risultato richiede anche l’esistenza di un cuore abbastanza buono per credere con onestà e per mettere in pratica questa conoscenza. In altre parole, affinché la Parola produca buoni frutti, la conoscenza MENTALE delle Scritture (“Io conosco semplicemente le Scritture”) deve essere trasformata in conoscenza SPIRITUALE delle Scritture (“Dopo aver conosciuto le Scritture, le metto nel mio cuore, nella parte più profonda del mio essere, rinnovando la mia mente” (Romani 12:1-2, Efesini 4:17-24, Colossesi 3:1-17)). Se non faccio questo, posso conoscere tutti i passi che dicono per esempio che devo amare, ma posso non amare!! Posso insegnare agli altri di non provare invidia, ma essere io stesso invidioso!! Posso parlare a nome dell’UNICO corpo di Cristo ma, nella pratica, posso considerare tutte le confessioni religiose come “il corpo” e tutti gli altri Cristiani come qualcosa di inferiore rispetto a me!! Possiamo trovare molteplici esempi simili a questi. Se conosciamo le Scritture ma non le abbiamo fatte arrivare nei nostri cuori, la nostra conoscenza non sarà altro che una mera conoscenza mentale. Questa conoscenza mentale, affinché produca frutti, necessita ancora di essere trasformata in conoscenza SPIRITUALE.

Dopo questa digressione torniamo all’argomento principale dell’articolo. Dopo che Erode scoprì dove era nato Gesù chiamò di nascosto i Magi chiedendo loro da quanto tempo era apparsa la stella:

Matteo 2:7
“Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, domandò loro con esattezza [greco: “akriboo” che significa “domandare accuratamente”] da quanto tempo la stella era apparsa.”

Erode domandò con esattezza da quanto tempo era apparsa la stella poiché, attraverso questa informazione, voleva calcolare l’età di Gesù. Vedremo in seguito come usò questa informazione.

Matteo 2:8
“E, mandandoli a Betlemme, disse loro “Andate e domandate diligentemente del bambino, e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo.”

Erode mandò i Magi a Betlemme a disse loro di tornare da lui per comunicargli i risultati della loro ricerca, in modo che, come disse lui stesso, sarebbe andato ad adorarlo. Tuttavia, vedremo subito che stava mentendo e che ciò che voleva realmente era solo sapere dove fosse il bambino per ucciderlo. Dopo questa conversazione con Erode, i Magi partirono per Betlemme:

Matteo 2:9-10
“Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduta in oriente andava davanti a loro finché, giunta sul luogo dov’era il bambino, vi si fermò. Quando essi videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.”

Quando si dice che “la stella giunse e si fermò sul luogo dov’era il bambino” non significa che c’era una stella a un metro dalla capanna in cui c’era Gesù. Significa che si fermò nel cielo sull’area in cui c’era Gesù, quindi sopra Betlemme. Inoltre, nella Bibbia non c’è alcuna indicazione del fatto che la stella fosse estremamente brillante o grande. Infatti non c’è nessun segno che altri, a parte i Magi, la notarono. Il valore di questa stella era ovviamente non nella sua brillantezza o nella sua grandezza, ma nel suo significato, cioè che Gesù , il Messia, era nato.

Matteo 2:11
“E, entrati nella CASA, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono [“gli resero omaggio”]. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra.”

In questo passo ci sono diverse cose che meritano di essere citate. Prima di tutto, secondo le Scritture i Magi non trovarono Gesù in una mangiatoia ma in UNA CASA, cioè in un posto in cui lui, Maria e Giuseppe vivevano regolarmente e giustamente. Ovviamente questo non accadde la notte della nascita, ma “DOPO che Gesù era nato” (Matteo 2:1). Da tutto ciò possiamo concludere che, dopo la nascita di Gesù, Giuseppe e Maria si stabilirono a Betlemme in una casa.

Inoltre, un’altra questione che deve essere notata è che, sebbene la Parola ci dica che i Magi portarono tre tipi di regali: oro, incenso e mirra, non viene detto da nessuna parte che anche i Magi erano tre. Ciò che dice la Bibbia è che erano di numero plurale (“uomini saggi”), quindi che erano sicuramente più di uno. Quanti più di uno non possiamo saperlo perché la Bibbia non lo dice. È molto probabile che fossero più di due o tre in quanto di solito questi lunghi viaggi erano organizzati in grandi carovane per ragioni di sicurezza.

Dopo aver fatto visita a Gesù, i Magi erano pronti per tornare al loro paese. Tuttavia, avevano promesso a Erode che sarebbero tornati da lui a comunicargli il risultato della loro ricerca. Allora Erode, con l’informazione dei Magi, avrebbe immediatamente mandato lì il suo esercito a uccidere il bambino. MA, in questo momento cruciale, Dio intervenne:

Matteo 2:12
“Quindi, [i Magi] divinamente avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.”

Dio intervenne e disse ai Magi di non tornare da Erode, ma di partire facendo un’altra strada. Inoltre, sapendo cosa aveva intenzione di fare Erode dopo aver scoperto che i Magi lo avevano ingannato, avvisò Giuseppe:

Matteo 2:13
“Ora, dopo che [i Magi] furono partiti, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e rimani là finché io non ti avvertirò, perché Erode cercherà il bambino per farlo morire»”

Vediamo in che modo meraviglioso Dio protesse Gesù dalla minaccia di Erode e, allo stesso tempo, dalla minaccia di colui che stava agendo dietro Erode, cioè il Diavolo. Prima di tutto Dio disse ai Magi di non tornare da Erode. Era necessario perché Betlemme era a sole 6 miglia da Gerusalemme e quindi, se i Magi fossero andati da Erode, Giuseppe, Maria e Gesù non avrebbero avuto il tempo di lasciare Betlemme. Quindi, dopo che Egli si assicurò che i Magi non sarebbero tornati da Erode, disse a Giuseppe di prendere Maria e Gesù e fuggire in Egitto. Così, quando Erode capì che i Magi non sarebbero tornati da lui, Gesù era già lontano dalla sua minaccia. È davvero un Dio meraviglioso, saggio e premuroso. Se contiamo su di Lui, saprà sempre trovare un modo per noi. Non c’è nessuna situazione da cui Dio non può liberarci. Come è scritto in Romani 8:35,37: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Ma in TUTTE queste cose [afflizione, distretta ecc.] NOI SIAMO PIÙ CHE VINCITORI IN VIRTÙ DI COLUI CHE CI HA AMATI.” Per evitare la minaccia del Diavolo, Giuseppe, Gesù e Maria son dovuti fuggire in un altro paese. Sicuramente sarebbe stato molto meglio se non ci fosse stata alcuna minaccia e se fossero rimasti nella loro casa senza dover affrontare la sofferenza dello spostamento in Egitto. Tuttavia, la verità è che c’è un nemico e di conseguenza c’è anche una minaccia. Invece di discutere questa cosa o ignorarla, dobbiamo riconoscerla e combattere il nemico rivestendoci dell’armatura di Dio (Efesini 6:10-17) e seguendo le istruzioni di Dio date nella Bibbia e per mezzo dello spirito. Questo è quello che Giuseppe scelse di fare:

Matteo 2:14-15
“Egli dunque, destatosi, prese il bambino e sua madre di notte, e si rifugiò in Egitto. E rimase là fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta, che dice: «Ho chiamato il mio figlio fuori dall’Egitto»”

Giuseppe scelse di obbedire. Facendo questo, ha affrontato la sofferenza dello spostamento in un altro paese in pochissimo tempo. Tuttavia, immaginiamo cosa sarebbe successo se avesse scelto di non obbedire: Erode avrebbe mandato il suo esercito a Betlemme, mettendo Giuseppe, Maria e Gesù in una situazione molto difficile. Personalmente, credo che anche se Giuseppe o i Magi avessero disobbedito a Dio, Lui avrebbe trovato un modo per salvare Gesù. Tuttavia, la cosa certa è che la situazione sarebbe diventata molto più dura e difficile. Sicuramente è meglio evitare la trappola sin dall’inizio, piuttosto che caderci e poi dover scappare.

Questa testimonianza non è l’unica in cui troviamo Giuseppe che obbedisce a ciò che gli ha detto Dio. In Matteo 1:20-24, 2:20-21, 2:22 troviamo testimonianze che mostrano che era un uomo pieno di fede, pronto a fare immediatamente qualunque cosa Dio avesse voluto da lui. Non è casuale che Maria, la madre di Gesù, sposò quest’uomo e nemmeno fu qualcosa che accadde solo per le ragioni genealogiche esaminate nell’ultima pubblicazione. Oltre a queste ragioni, Giuseppe era l’uomo MIGLIORE per prendersi cura di Gesù.

Dopo questa digressione su Giuseppe, ritorniamo al nostro argomento. Quindi, dopo essere stato istruito da Dio, Giuseppe prese Maria e il bambino e partirono per l’Egitto.

Ora, quando Erode vide che era stato ingannato dai Magi, reagì in modo molto violento:

Matteo 2:16-18
“Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò grandemente e mandò a far uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutti i suoi dintorni, dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era diligentemente informato [diligentemente informato, Gr.: akriboo, come nel verso 7] dai magi. Allora si adempì quello che fu detto dal profeta Geremia che dice: «Un grido è stato udito in Rama, un lamento, un pianto e un grande cordoglio; Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più»”

È importante notare che, secondo il precedente passo, Erode mise il limite di età da due anni in giù “SECONDO IL TEMPO DEL QUALE SI ERA DILIGENTEMENTE [ACCURATAMENTE] INFORMATO DAI MAGI”. Come possiamo ricordare dal verso 7, Erode si era informato accuratamente dai Magi da quanto tempo la stella era apparsa e da questo poté sapere l’età di Gesù. Quindi, se Gesù fosse nato quando “la sua stella” era apparsa “in oriente”, possiamo concludere che quando ci furono la visita dei Magi e il massacro di Betlemme lui certamente non aveva più di due anni, ma nemmeno molto meno5.

Alcuni tempi dopo il massacro di Betlemme Erode morì e così Dio disse a Giuseppe di tornare in Israele:

Matteo 2:19-22
“Ora, morto Erode, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto, e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele, perché coloro che cercavano la vita del bambino sono morti». Ed egli, alzatosi, prese il bambino e sua madre e venne nel paese d’Israele; ma, avendo udito che Archelao regnava in Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di andare là. E, divinamente avvertito in sogno, si rifugiò nel territorio della Galilea.”

Poiché Dio gli aveva detto di tornare in Israele, Giuseppe prese Maria e Gesù e tornò al suo paese. Inizialmente decise di andare in Giudea e stabilirsi lì con la sua famiglia. Probabilmente aveva pensato di abitare di nuovo a Betlemme, il posto in cui vivevano dopo la nascita di Gesù e da cui fuggirono in Egitto. Tuttavia, quando udì che il re di Giudea era il figlio di Erode Achelao, ebbe paure di andare là e, avvertito da Dio, decise di andare al nord della Galilea. Alla fine si stabilì a Nazaret, la città in cui lui e Maria vivevano prima di andare a Betlemme (Luca 2:4-5):

Matteo 2:236
“E, giunto là, abitò in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti: «Egli sarà chiamato Nazareno»”

Da tutto ciò risulta evidente che dopo che Gesù nacque a Betlemme Giuseppe e la sua famiglia restarono lì fino alla visita dei Magi, molti mesi dopo la nascita. Abbandonarono Betlemme quasi immediatamente dopo la partenza dei Magi e andarono in Egitto per evitare i malvagi piani di Erode. Tornarono in Israele quando Erode morì. Il loro proposito iniziale era di stabilirsi di nuovo in Giudea, ma dopo essere stati avvertiti da Dio, andarono in Galilea e alla fine abitarono a Nazaret.

2. Luca 2:39

Da quanto detto precedentemente risulta chiaro che Maria, Giuseppe e Gesù si stabilirono a Nazaret dopo essere andati prima in Egitto, cosa che accadde quando Gesù non aveva molto meno di due anni. Tenendo presente questo, ora è il momento di dare uno sguardo a Luca 2:39:

Luca 2:39
“Ora, quando ebbero compiuto [Greco: “teleo” che significa “finire”]tutto quello che riguardava l’osservanza della legge del Signore, ritornarono in Galilea nella loro città di Nazaret.”

Il fatto che questo verso venga proprio dopo le testimonianze della visita al Tempio (Luca 2:21-38), quarantuno giorni dopo la nascita7, potrebbe creare confusione. La ragione è che se prendiamo quello che viene detto da Luca isolato da quello che viene detto da Matteo, possiamo concludere che Luca dice che Gesù, Giuseppe e Maria tornarono a Nazaret immediatamente dopo la visita al Tempio (quarantuno giorni dopo la nascita), mentre Matteo dice che tornarono lì dopo aver lasciato l’Egitto (molti mesi dopo la nascita). Tuttavia una conclusione di questo tipo non può essere giusta, in quanto viola un principio fondamentale dello studio della Bibbia. Secondo questo principio per arrivare a conclusioni giuste devono essere tenute in conto TUTTE le fonti su uno stesso evento. Quindi, invece di prendere Luca separatamente da Matteo, dobbiamo metterli INSIEME. Facendo in questo modo, vediamo che ciò che viene narrato in Matteo 2 non può essere accaduto se non tra la visita al tempio (Luca 2:21-38) e il ritorno a Nazaret (Luca 2:39).

Dio, avendo compiuto analiticamente varie profezie in Matteo e avendo anche compiuto analiticamente i necessari requisiti legalistici in Luca, riassume tutti questi adempimenti in Luca 2:39, dicendoci cosa accadde dopo che Giuseppe, Maria e Gesù realizzarono tutto, cioè “QUANDO EBBERO COMPIUTO [FINITO] TUTTO QUELLO CHE RIGUARDAVA L’OSSERVANZA DELLA LEGGE DEL SIGNORE”. In “TUTTO quello che riguardava l’osservanza della legge del Signore8 sono inclusi sia requisiti legalistici (Luca 2:21-38) sia ovviamente le varie profezie, il quale adempimento viene dato da Matteo (Matteo 2:15, 2:17, 2:23). Luca 2:39 non ci dice cosa accadde immediatamente dopo la visita al Tempio, ma cosa accadde dopo che si realizzò TUTTO quello che la Parola di Dio disse riguardo a questa fase della vita di Gesù Cristo. Dopo che TUTTE queste cose si realizzarono, Gesù, Giuseppe e Maria tornarono quindi a Nazaret (Luca 2:39, Matteo 2:23).

3. Conclusione

Detto ciò, ora siamo in grado di fare una sintesi degli eventi che riguardano la nascita di Gesù Cristo:

1. Gesù nacque a Betlemme di Giudea (Matteo 2:1).

2. La notte della nascita gli fecero visita i pastori (Luca 2:8-18). Dopo la nascita la famiglia continuò a stare a Betlemme e si trasferì in una casa.

3. Gesù fu circonciso otto giorni dopo la nascita (Luca 2:21).

4. Gesù fu presentato a Dio nel Tempio quarantuno giorni dopo la nascita. Qui ci fu l’adempimento dei requisiti legalistici per la purificazione di Maria.

5. I Magi arrivarono a Gerusalemme dopo “aver visto la sua stella in oriente” (Matteo 2:2). A Gerusalemme incontrarono Erode che si informò accuratamente da quanto tempo la stella era apparsa (Matteo 2:7). Da questo egli determinò l’età del bambino che poi usò per definire il limite di età per i bambini che ordinò di far uccidere (Matteo 2:16). Poiché questo limite di età era da due anni in giù, è possibile affermare che quando i Magi fecero visita a Gesù egli non avesse più di due anni, ma neanche molto meno.

6. Dio avverte Giuseppe di fuggire in Egitto (Matteo 2:13). La profezia di Osea 11:1 è compiuta.

7. Erode uccide tutti i bambini dai due anni in giù nel distretto di Betlemme (Matteo 2:16). La profezia di Geremia 31:15 è compiuta.

8. Erode muore e Giuseppe ritorna dall’Egitto. Giuseppe, Maria e Gesù, avendo compiuto tutto quello che la legge del Signore diceva riguardo a questo periodo della vita di Gesù, tornarono a Nazaret (Matteo 2:23 e Luca 2:39).

Anastasio Kioulachoglou

Italiano: Alesia M. (Christian-translation.com)

 



Note

1. Si veda: E.W. Bullinger: “A Critical Lexicon and Concordance to the English and Greek New Testament”, Zondervan Publishing House, MI 49530, USA, p. 887., D. Dimitrakou: “The Great Lexicon of the Greek Language”, Domi Publishers, Athens, 1964, p. 4,428. and J. M. Freeman: “Manners and Customs of the Bible”, Logos International, 1972, pp. 330-332.

2. In Atti 8:9 questa parola appare nella forma nominale (“mageia” = stregoneria).

3. Una definizione formale di questa parola è “fare riverenza o omaggio a qualcuno inginocchiandosi o prostrandosi davanti a lui” (si veda E.W.Bullinger, op.cit., p.903). Nella LXX viene usata 172 volte, di cui 148 è una traduzione della parola ebrea “shachah” che significa “inchinarsi” (Young’s Concordance to the Bible, p.1074), e 11 volte è una traduzione della parola “segad” che significa ugualmente “inchinarsi, fare un inchino” (Young’s Concordance to the Bible, p.1074).

4. Il passo che viene citato da Michea 5:2.

5. Altrimenti sarebbe stato scelto un altro limite di età.

6. Per ulteriori discussioni di questo verso si veda l’articolo “Parlato vs Scritto” più avanti in questa pubblicazione.

7. Luca 2:22 ci dice che la visita al Tempio ci fu quando furono completati i giorni di purificazione di Maria. Poiché secondo la legge (Levitico 12:1-5), i giorni di purificazione per una donna che aveva dato alla luce un bambino erano quaranta, possiamo giungere alla conclusione che la visita al Tempio ci fu quarantuno giorni dopo la nascita.

8. La frase “la legge del Signore” non significa necessariamente solo la legge di Mosè. Eccetto la legge di Mosè, la parola “legge” è usata anche in senso generale, denotando le Scritture del Vecchio Testamento. Questo è indicato dall’uso di questa frase in Giovanni 10:34 e 15:25 dove i Salmi sono chiamati “legge” così come in 1 Corinzi 14:21 dove Isaia è chiamato “legge”. È proprio con questo accezione più generale che questa parola viene usata in Luca 2:39.